Fine

Ho provato a chiamare il mio avvocato, ma ho un rantolo di voce.

Proprio come l’ultima volta. Inizio a credere non si tratti di una mera coincidenza.

Sento i miei pensieri arrampicarsi veloci sull’anima, sgomitando in una corsa disperata di chi teme di essere scaraventato nell’oblio del mai detto.

L’anima.

Che mi strappa la voce per trovare pace e silenzio quando vorrei soltanto poter iniziare ad urlare a sipario alzato.

Avvocati.

Solo alcuni dei tanti imprevisti personaggi che pervadono la mia storia, che a furia di salire mi condurrà spedita in cielo.

Entro in un tunnel e mi lamento del buio, perché il mondo a colori è tutt’altra cosa.

Eppure a luci spente è concesso di sognare anche ad occhi aperti.

Ho paura.

Della fine. Bramata, disperata, invocata.

Perché dire la verità non è sufficiente.

E perché domani vorrei tanto gridarla a tutti, la verità.

Quella che mi ha cambiato la vita.

Che mi ha gettato a calci in mezzo ai rovi.

Dove ho scoperto il sapore meraviglioso di  (A)more.

Semplicemente me.

 

 

2 commenti

    • Fa paura la fine perché vorremmo poter scrivere in prima persona il nostro domani, ma a volte dobbiamo assistere da impotenti spettatori mentre l’inchiostro versato da altri macchia le pagine del nostro futuro.
      Ma concordo con te, pennello in mano e si riparte!

      Piace a 1 persona

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