Domenica 25 Novembre

Non sopporto questa giornata. Anzi, la detesto proprio.

Tutti supereroi da tastiera in pantofole, in gara per il maggior numero di post e di condanne. Tutti amorevoli, afflitti, altruisti, indignati.

Ma all’occorrenza nessun si muove.

Sono senza voce da settimane. Prima completamente afona, ormai solo impossibilitata a cantare. D’Amore, di lacrime e di risate.

Imbavagliata nelle emozioni. E difatti fatico anche a scrivere.

Senza voce. E un disperato bisogno di gridare.

Come allora.

Beh, ora è la gola ad essere infiammata.

Allora l’anima.

Piegata dal peso di insulti, derisione e minacce.

Abbandonata di notte su strade di periferia.

Spaventata.

Isolata.

Tradita nei sogni, derubata dei desideri.

Alla deriva in un vuoto che avanza a suon di calci.

In silenzio. Per la vergogna. Per soffocare il timore che tutto sia reale.

Due lunghi anni.

Arpeggiando con note spezzate “Andrà tutto bene” a MiniMe, ancora un fagiolino senza nome.

Evitate i post. L’ipocrisia di ricordare solo in questa giornata ormai lontana chi soffre.

Scrutate lo sguardo di chi incontrate.

Domandate piuttosto che ignorare.

Abbracciate invece di scansare.

Donate tempo invece di rubarlo.

Un sorriso. Una parola.

Angeli di speranza.

Di vita nuova.

Di Amore vero.

Semplicemente me

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