Da grande

Non ho mai sognato di diventare una ballerina. Un negozio sotto casa vendeva tutù da principessa, e mi piaceva fermarmi davanti a quella splendida vetrina svolazzante. Ma le ballerine non mangiano dolci, o per lo meno troppo pochi. E io adoro la cioccolata. Al latte con le nocciole poi, non ne parliamo.

Mi è sempre piaciuto sognare: sul lavoro, sugli hobby, sui viaggi, sul futuro. Eppure non ho mai sognato il principe azzurro. I cani non sono forse mille volte meglio dei cavalli? Ti leccano la faccia, ti fanno le feste quando torni, giocano con te. Che poi magari ste cose le fa pure un cavallo ma, lo ammetto, è un po’ troppo fuori dalle mie finanze.

Io comunque a 24 anni mi vedevo sposata e mamma. Se non a 24, almeno prima o poi. Non ero ancora nemmeno fidanzata, non lo cercavo nemmeno un fidanzato, e volevo studiare più del normale e realizzare un sacco di altre cose. Ma chi l’ha detto che il matrimonio e i figli siano una zavorra? Ok, in pratica tutti. Pure nelle barzellette. Ma io non ci ho mai creduto.

Non sognavo l’uomo perfetto. La perfezione è di una noia mortale e sopratutto ne pretende altrettanta. E’ tutto molto più semplice. Almeno per me.

E’ l’imperfezione a renderci stupendamente perfetti e speciali per quell’unico qualcuno.

Ecco, io non sognavo l’uomo perfetto. Sognavo di incontrare l’uomo meravigliosamente imperfetto per me. E nel frattempo mi davo da fare per diventare la donna più splendidamente imperfetta per lui.

Sognavo, sognavo una famiglia con tanti bambini. Sì, tanti, perché i sorrisi vanno condivisi, altrimenti sono stupidi movimenti delle labbra. Perché le difficoltà in un abbraccio a tanti cuori sono più facili da superare. E perché fare l’Amore sognando un figlio con il tuo naso e il tuo sorriso imbronciato, non ha prezzo. Anche se ancora tutto questo non lo sapevo.

Una casa silenziosa solo dopo cena, ma nemmeno più di tanto. Una casa sempre troppo piccola ma strapiena di tutti i colori dell’Amore. Non la famiglia del Mulino Bianco, ma quella dove si cresce insieme mandandosi anche a quel paese, alzando la voce, ma restando sempre insieme.

Ho realizzato un sacco di sogni, alcuni davvero incredibili.

Ho superato difficoltà davvero assurde ed inimmaginabili, rialzandomi sempre in piedi. Con uno zaino di volta in volta più pesante da portare sulle spalle, ma pur sempre di nuovo in piedi.

Ho mille pregi e un milione di imperfettissimi difetti. Lascio un’impronta delicata nel cuore delle persone, me ne vado in punta di piedi e ogni tanto riaffioro con un sorriso.

Ho realizzato un sacco di sogni. Tanti tranne questo.

Ho pensato di esserci vicina tanto tempo fa, per poi essere scaraventata fuori dall’auto in corsa in autostrada. Nella corsia di sorpasso. Perché ad amare bisogna essere in due.

Ci ho creduto ancora, ma a volte bisogna solo prendere coraggio e chiuderli in un bel cassetto imbottito, i sogni. E lasciarli riposare.

Ho realizzato tanti sogni incredibili. L’unico che sembrava semplice e scontato, dorme sotto una copertina blu, su un cuscino di stelle.

Semplicemente me.

famiglia

 

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