Nebbia d’estate

Perché sei venuto da me oggi proprio non lo so.

Il mio cuore ha ripreso a danzare nello stesso istante in cui ha scorto la tua ombra giù in fondo. Per poi frantumarsi di nuovo dinanzi alla tua incapacità di allontanare il terzo incomodo. E si è fermato del tutto quando ti sei allontanato con lui.

Mi aspettavo qualcosa. Qualsiasi cosa. Un gesto, una parola. Invece niente, te ne sei semplicemente andato via.

Forse ti aspettavi qualcosa anche tu. Ma io resterò immobile. Perché devo sopravvivere. Perché devo impedirmi di scomparire. Perché fa male. Troppo. Perché per una volta potevi scegliere me.

Perché i bambini mi hanno salutata con un abbraccio dicendo: «Ricordati che ti voglio tanto bene.»

Tu, invece, te ne sei semplicemente andato via.

Desideravo un abbraccio. Un “aspettami, anche fosse per sempre”. Niente di più. Vederti è stato un regalo meraviglioso, ma vederti andare via mi ha nuovamente spezzato il cuore.

Le mie dita al pianoforte riflettono un’anima incompleta, senza legatura.

Forse devo solo restare in silenzio, e in poco tempo il ricordo di me svanirà del tutto.

Per entrambi.

Semplicemente me.

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